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Studio Legale Melina - Iusletter

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SUL RECUPERO IN BUSTA PAGA DEI DANNI CAGIONATI DAL LAVORATORE

Ci viene formulato un quesito: il datore di lavoro è legittimato a recuperare in busta paga i danni cagionati dal lavoratore ad esempio a seguito di un incidente stradale mentre il lavoratore era in orario di lavoro ed era alla guida di un veicolo aziendale?

La risposta è positiva, ma occorre fare le seguenti precisazioni.

La Corte di Cassazione afferma che l’inosservanza da parte del lavoratore del dovere di diligenza di cui all’art. 2104 c.c. comporta, a carico del lavoratore, non solo l’applicazione di eventuali sanzioni disciplinari, ma anche l’eventuale avanzamento, da parte del datore di lavoro, di una pretesa risarcitoria connessa al danno cagionato, la quale non è condizionata né al previo esercizio del potere disciplinare, né alla preventiva contestazione dell’addebito ai sensi dell’art. 7, L. n. 300/1970.

Quindi in una ipotesi simile a quella prospettata la Corte d’Appello ha ritenuto che il datore di lavoro avesse legittimamente provveduto a richiedere un risarcimento danni al lavoratore e, successivamente, potesse quindi trattenere un importo corrispondente ai danni cagionati dalla retribuzione, senza avviare un procedimento disciplinare. Si tratta di “compensazione impropria” ovvero di quella fattispecie che non presuppone necessariamente la previa liquidazione del credito datoriale e cioè il previo accertamento dell’ammontare della contro pretesa. 

 

 

SUL RECUPERO IN BUSTA PAGA DEI DANNI CAGIONATI DAL LAVORATORE