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SCONTRO DERIVANTE DA INVASIONE DELLA CORSIA OPPOSTA: CHI È RESPONSABILE?

Il conducente di un’autovettura decedeva a seguito di uno scontro dovuto all’invasione dell’opposta corsia di marcia ove viaggiava un altro conducente che violava il limite di velocità stabilito dal Codice della Strada.

La compagna del conducente deceduto chiedeva la condanna del conducente che viaggiava sull’opposta corsia al risarcimento dei danni in quanto quest’ultimo procedeva ad una velocità superiore al limite consentito dalla legge, impendendo così al compagno deceduto di azionare tempestivamente il freno e di evitare l’impatto violento con l’autovettura.

In materia di responsabilità da circolazione di veicoli, l’art. 2054, 2° comma, presume che in caso di scontro tra veicoli ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno alle autovetture, introducendo così una presunzione di “pari responsabilità”.

Ne consegue che il danno patito da ciascun veicolo va sopportato e risarcito in parti uguali.

Questo essenzialmente per rimediare alle difficoltà che si prospettano quando si cerca di definire la dinamica di un sinistro.

Nel caso di specie, i giudici (Corte di Cassazione 15 settembre 2020, n. 19115) hanno rigettato la domanda di risarcimento proposta dalla compagna del conducente deceduto affermando che l’improvvisa invasione dell’opposta corsia di marcia costituisce circostanza di fatto di per sé idonea a ritenere sussistente la colpa esclusiva del soggetto deceduto, indipendentemente dall’inosservanza dei limiti di velocità da parte dell’altro conducente. Secondo i giudici, infatti, l’elevata velocità a cui viaggiava l’latro conducente non ha avuto alcuna incidenza causale e l’altro conducente non poteva compiere altra manovra per evitare lo scontro.

Hanno, quindi, ritenuto inapplicabile la presunzione della pari responsabilità di cui all’art. 2054 c.c. avendo accertato l’esclusiva responsabilità del conducente deceduto che ha improvvisamente invaso l’opposta carreggiata.

 

 

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