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Studio Legale Melina - Iusletter

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PEDONE INVESTITO AL DI FUORI DELLE STRISCE PEDONALI: RISPONDE IL CONDUCENTE?

Un cliente ci segnala il seguente suo caso.

Il cliente si trovava alla guida del suo veicolo in zona abitata, a seguito di un temporale, quando un pedone all’improvviso attraversa la strada al di fuori delle strisce pedonali.

Il cliente, pur rispettando il limite massimo di velocità di 50 km/h, investiva il pedone, procurandogli gravi lesioni che portarono al suo decesso.

Il cliente vuole sapere se può essere ritenuto responsabile per l’investimento del pedone.

Il nostro parere

Nel caso in esame vengono in rilievo due norme di legge:

da un lato, l’articolo 589 del Codice Penale che punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque cagiona per colpa la morte di una persona;

dall’altro l’articolo 141 del Codice della Strada il quale impone al conducente del veicolo di regolare la velocità alle caratteristiche ed alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, in modo che venga evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone.

In particolare, la norma impone all’automobilista di regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata e di mantenere sempre il controllo del proprio veicolo, compiendo tutte le manovre necessarie, specie l’arresto tempestivo dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.

Secondo la Corte di Cassazione, la circostanza che i pedoni attraversino la strada improvvisamente o si attardino nell'attraversare costituisce un rischio tipico e quindi prevedibile della circolazione stradale che il conducente è tenuto a prendere in considerazione.

In particolare la Corte di Cassazione (sentenza 24 febbraio 2021 n. 7094) pronunciandosi sul tema ha statuito che pur essendo imprudente la condotta del pedone che attraversa improvvisamente al di fuori delle strisce pedonali, qualora il pedone sia visibile dall’automobilista – e dunque, prevedibile un suo eventuale attraversamento – è configurabile un rimprovero di colpa nei confronti del conducente per non aver guidato con la massima attenzione, sia pure rispettando il limite di velocità.

Il rispetto del limite massimo di velocità, infatti, non vale ad escludere la responsabilità colposa del conducente.

Per escludere tale responsabilità del conducente, la Corte di Cassazione ha più volte affermato che è necessario che la condotta del pedone si ponga come causa eccezionale ed atipica, imprevista e imprevedibile, che sia stata da sola sufficiente a produrre l’evento.

In altri termini, il conducente va esente da responsabilità quando, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, “si sia trovato nell'oggettiva impossibilità di notare il pedone e di osservarne tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso ed imprevedibile" (sentenza n. 10635 del 2013 e, in senso conforme, sentenza n. 33207 del 2013).

Salva l’ipotesi sopra citata, pertanto, il cliente può essere ritenuto responsabile del reato di omicidio colposo di cui all’art. 589 del Codice Penale per aver violato l’articolo 141 del Codice della Strada.

 

 

PEDONE INVESTITO AL DI FUORI DELLE STRISCE PEDONALI: RISPONDE IL CONDUCENTE?