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Studio Legale Melina - Iusletter

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LE CONSEGUENZE SUI CONTRATTI

L’emergenza Covid-19 ha avuto e sta avendo un fortissimo impatto sull’economia, sugli scambi e sui rapporti contrattuali in generale e, per quanto riguarda l’industria dello yachting, sull’esecuzione dei contratti di costruzione di yacht Il ritardo nella costruzione causato da un evento di forza maggiore costituisce ritardo giustificato a condizione che il costruttore adempia in buona fede

Sin dai primi giorni di Marzo alcuni cantieri italiani hanno sospeso la propria attività per periodi più o meno lunghi, mentre altri hanno proseguito la produzione fino al blocco totale avvenuto in data 21 marzo, subendo comunque inevitabili rallentamenti. In generale, la maggior parte dei cantieri nautici Italiani ha trasmesso una comunicazione di rallentamento della produzione a causa della forza maggiore ai propri clienti.

Di fatto, la produzione ha subito forti rallentamenti, ed è prevedibile che tutte le costruzioni in corso, o quanto meno la stragrande maggioranza di esse, non saranno consegnate nei tempi contrattuali con la conseguenza che molti armatori perderanno la prossima stagione estiva. In questa situazione è utile verificare se, entro quali limiti ed a quali condizioni, la diffusione del coronavirus e l’emissione dei provvedimenti di tipo restrittivo assunti dal Governo italiano, consentano di ritenere “giustificati” i ritardi nella costruzione da ciò determinati. La maggior parte dei contratti di costruzione prevede di norma una specifica clausola che definisce quando un evento possa considerarsi causa di forza maggiore e le conseguenze che un tale evento determina sul piano contrattuale. Laddove invece una simile clausola non sia contemplata, occorrerà fare riferimento alle norme dettate dalla legge applicabile al contratto. Limitando la nostra analisi ai contratti disciplinati dal diritto italiano, in via preliminare, occorre rilevare la mancanza, nell’ordinamento italiano, di una specifica norma e di una precisa, univoca e condivisa definizione di forza maggiore. Secondo dottrina e giurisprudenza, vi è forza maggiore in caso di eventi naturali e umani che, per la loro imprevedibilità e straordinarietà, non sono dominabili e quindi fuori dal controllo delle parti. In ogni caso il ritardo nella costruzione causato da un evento di forza maggiore costituisce ritardo giustificato a condizione che il costruttore adempia in buona fede e con diligenza a due obbligazioni: (i) quella di comunicare al cliente, nel termine previsto in contratto ovvero entro un termine ragionevole,sia il verificarsi dell’evento (e se possibile la sua prevedibile durata) sia il venir meno dell’evento stesso; e (ii) quella di adottare tutte le iniziative necessarie al fine di mitigare gli effetti dell’evento e di ridurre il conseguente ritardo. Ciò significa che il costruttore, di norma, non sarà legittimato a rimanere inerte di fronte all’evento e pretendere sic et simpliciter una proroga del termine di consegna. Ciò chiarito, non vi è dubbio che il Covid-19 rappresenti, almeno per i contratti conclusi prima dell’insorgere dell’emergenza, un evento di forza maggiore ed anzi, per effetto della dichiarazione di “pandemia” avvenutain data 11 marzo u.s. ad opera dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, non si esclude che possano essere emanate norme speciali o che, in ogni caso, l’esimente della causa di forza maggiorepossa essere invocata ed applicata con maggiore facilità. Tuttavia, occorre sottolineare che, almeno fino alla data del 21 marzo 2020, i provvedimenti emessi dalle autorità Italiane, sia a livello nazionale sia locale, non disponevano il blocco dell’attività produttiva e la chiusura delle aziende, consentendo anzi espressamente gli spostamenti per motivi di lavoro, ma imponevano alle aziende l’osservanza di una serie di misure sui luoghi di lavoro atte a preservare la salute dei lavoratori ed a contenere la diffusione del virus. Ne consegue, a mio parere, che il costruttore potrà fondatamente reclamare una proroga del termine di consegna in relazione al periodo di blocco imposto dalle autorità mentre, in relazione ai periodi precedenti il blocco e successivi alla sua fine, il ritardo sarà giustificato nei limiti di quei rallentamenti inevitabili dovuti alla necessità di reperire e fornire alle proprie maestranze i dispositivi di protezione personale (quali mascherine e guanti) e di sanificare periodicamente gli ambienti di lavoro, ovvero dovuti alla necessità di limitare il numero di maestranze contemporaneamente presenti a bordo, ovvero ancora quei rallentamenti dovuti a ritardi dei propri fornitori nella consegna di materie prime, componenti ed accessori da installare a bordo. Di tali ritardi il costruttore dovrà fornire, nei limiti del possibile, puntuale dimostrazione documentale al proprio cliente, al fine di mettersi al riparo da contestazioni circa il ritardo nella consegna e da conseguenti pretese di penali per il ritardo. Allo stesso modo, i fornitori ed i subappaltatori del cantiere potranno essere chiamati da quest’ultimo a fornire la medesima dimostrazione, per evitare a loro volta pretese risarcitorie.

 

 

LE CONSEGUENZE SUI CONTRATTI