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Studio Legale Melina - Iusletter

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DIRITTO DEL CONIUGE DIVORZIATO ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ

La disciplina della pensione di reversibilità spettante al coniuge divorziato è contenuta nell’art. 9 della Legge sul divorzio (L. n. 898/1970) che prevede che in caso di morte dell’ex coniuge, il coniuge rispetto al quale è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto alla pensione di reversibilità sempre che sia titolare di assegno divorzile (art. 5 L. n. 898/1970).

In materia di diritto alla pensione di reversibilità, la Corte di Cassazione (Cass. 28 settembre 2020, n. 20447) ha chiarito che la titolarità dell’assegno divorzile di cui all’art. 5 deve essere intesa come “titolarità attuale e concretamente fruibile dell’assegno divorzile, al momento della morte dell’ex coniuge, e non già come titolarità astratta del diritto all’assegno divorzile”.

Sulla base di tale assunto, la giurisprudenza ha negato il riconoscimento della pensione di reversibilità sia all’ex coniuge che era stato soddisfatto mediante la corresponsione dell’assegno divorzile in unica soluzione. Allo stesso modo, i giudici hanno negato al coniuge divorziato a cui era riconosciuto in sede di divorzio un assegno determinato in misura minima o simbolica (nello specifico si trattava di un assegno riconosciuto nella misura di un dollaro all’anno).

Infatti, secondo la Cassazione, in questi casi il coniuge divorziato si vedrebbe irragionevolmente riconosciuta mediante l’attribuzione della pensione di reversibilità una condizione di miglior favore rispetto a quella che godeva prima del decesso dell’ex coniuge. 

 

 

DIRITTO DEL CONIUGE DIVORZIATO ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ