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CONDOMINIO > LA MAGGIORANZA PER L'ECOBONUS

Quale maggioranza è richiesta per dare il via libera agli interventi sulle parti comuni che danno diritto all’ecobonus (detrazione del 110% della spesa)? E se non si raggiunge la maggioranza richiesta quale è il rimedio idoneo per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali?

 

La richiesta di ammissione ai benefici dell’ecobonus su parti comuni dell’edificio dev’essere avanzata dall’amministratore previa delibera dell’assemblea, adottata con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea, in rappresentanza di almeno la metà del valore dell’edificio, ossia 500 millesimi.

Se l’intervento è certificato da un tecnico abilitato, come ormai è prassi abituale, basta il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti inassemblea, in rappresentanza di almeno un terzo del valore dell’edificio (secondo comma articolo 26 legge 9/1/1991, n. 10).

I lavori che danno diritto all’ecobonus del 110% in condominio devono necessariamente consistere o nell’isolamento termico dell’edificio e/o nella sostituzione ed efficientamentodell’impiantotermico, e portare a un miglioramento della classe energetica dell’edificio.

Sono opere non suscettibili di fruizione separata e quindi non è possibile richiamarsi alle norme sulle opere gravose e voluttuarie: se non c’è il quorum per lo

svolgimento dell’assemblea e per la delibera bisogna prenderne atto.

I condomini contrari di norma lo sono o perché non possono o non vogliono anticipare le forti somme necessarie per i lavori o sono incapienti e quindi rischiano di perdere parte dei benefici fiscali.

Il consiglio è di presentare in assemblea anche soluzioni per la cessione del credito fiscale.

 

 

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