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Studio Legale Melina - Iusletter

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Comunione, sugli interventi si decide a maggioranza

Una antica villa di campagna, proprietà di eredi in parti uguali, necessita di lavori di ristrutturazione: il rifacimento del tetto - in pessime condizioni - e la costruzione “ex novo” di una piscina all’interno del vasto parco.

Come trattare le spese tra gli eredi? Colui che si dichiara contrario all’intervento straordinario può non contribuire alla spesa?

 

La disciplina di riferimento al caso di specie la ritroviamo nella parte relativa alla comunione, precisamente agli articoli 1100 – 1116 del Codice Civile.

La legge prevede che decisioni in merito ad interventi da eseguirsi sul tetto ed alla modalità degli stessi vadano presi a maggioranza.

Oltretutto l’intervento radicale di rifacimento del tetto è considerato come attività di straordinaria amministrazione e, pertanto, la deliberazione della maggioranza non è suscettibile di giudizi di sindacabilità.

Ne consegue, quindi, l’obbligo in capo alla minoranza dissenziente di partecipare alla spesa.

Per ciò che concerne, invece, la costruzione della piscina – considerata un’innovazione – è importante sottolineare che, qualora la spesa preventivata dovesse risultare fin troppo gravosa, la stessa non potrà essere deliberata.

Si potrà eventualmente discutere circa la possibilità di porre a carico di uno solo tra i comproprietari la spesa della costruzione della piscina.

Tuttavia, colui il quale deciderà di accollarsi la spesa non potrà pretenderne l’uso esclusivo recintando il bene senza il consenso degli altri comproprietari, realizzando così un’inammissibile divisione parziale del bene oggetto della comunione unilateralmente determinata. 

In caso di disaccordo sarà comunque auspicabile procedere allo scioglimento della comunione  - che avverrà  in natura mediante divisione o mediante vendita e ripartizione del ricavato - . 

 

 

Comunione, sugli interventi si decide a maggioranza