Seguici sui social

Studio Legale Melina - Iusletter

Torna indietro

ASSEGNO DI MANTENIMENTO CORRISPOSTO IN MANIERA RIDOTTA: NO AL REATO DI CUI ALL’ART. 570 BIS C.P

Sono tante le persone che si rivolgono a noi lamentando che gli ex coniugi non rispettano l’impegno assunto in sede di separazione e non contribuiscano in misura corretta al mantenimento dei propri figli.

Spesso accade infatti che per ripicche o per problemi lavorativi l’ex coniuge non provveda a corrispondere l’intero importo concordato o riconosciuto dal Giudice a titolo di mantenimento della prole.

Cosa fare in questi casi?

L’art. 570 bis c.p. prevede “le pene previste dall’art. 570 si applicano al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli”.

Ciò però non significa che se l’ex coniuge corrisponda meno di quanto pattuito possa essere imputato del reato previsto dall’articolo citato.

La Suprema Corte si è infatti espressa sul punto con una recentissima Sentenza dello scorso febbraio nella quale ha affermato il principio di diritto secondo cui non è configurabile il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o scioglimento del matrimonio di cui all'art. 570-bis c.p., qualora l'agente provveda a versare un importo inferiore rispetto a quello concordato.

In tale caso infatti il dolo, inteso come la volontà e coscienza di arrecare un danno all’altra parte, non è, secondo i giudici della Suprema Corte, ravvisabile; mancando il dolo il reato in esame non può essere configurato.

 

 

ASSEGNO DI MANTENIMENTO CORRISPOSTO IN MANIERA RIDOTTA: NO AL REATO DI CUI ALL’ART. 570 BIS C.P